Maria Sole era la più riservata degli Agnelli, la più allergica alla mondanità. Una contessa, dal momento che aveva sposato ben due conti in prime e seconde nozze (Ranieri Campello della Spina e, rimasta vedova, Pio Teodorani-Fabbri) da cui aveva avuto cinque figli, ma la sua passione non era l’aristocrazia, e neppure l’industria e la finanza.

La sorella dell’avvocato Agnelli (la penultima ad andarsene a 100 anni da questo mondo: ancora le sopravvive Cristiana Agnelli, novantottenne e ultima di 6 fratelli e sorelle) era semmai legata alla cultura e alle dinamiche sociali del vivere comune.

Seguendo questa vocazione, arrivò ad essere per un decennio sindaco di un piccolo ma importante borgo umbro, Campello sul Clitunno, di cui resse la pubblica amministrazione dal 1960 al 1970 quasi per acclamazione. Non aveva certo inseguito quel ruolo che tuttavia mantenne ben saldo, con un’attenzione non comune alle necessità di un luogo che stava mutando vocazione dall’agricoltura al turismo. Come molti sanno, infatti, le celebri Fonti del Clitunno si trovano proprio lì, e la sindaca Agnelli ne promosse la cura e lo sviluppo. Fece la stessa cosa con le scuole, in particolare i vecchi edifici che avevano bisogno di una nuova spinta.