Un trapianto è una corsa contro il tempo con un duplice obiettivo: salvare la vita di chi aspetta un organo e rispettare il dono enorme di chi ha consentito il prelievo. Ogni minuto è decisivo. Il cuore, per esempio, non ammette ritardi. Può restare fuori dal corpo umano solo per un tempo molto limitato: non più di quattro ore. Ed è dentro questo range ristrettissimo, simile per altri organi, che agiscono i professionisti della rete piemontese e valdostana dei trapianti. Ma cosa vuol dire, in concreto?
Trapianti nella nebbia: il caso del 19-20 dicembre
Un caso vero spiega meglio di mille parole. Siamo nella notte tra il 19 e il 20 dicembre. Alle 20,13 arrivano le due richieste dal Centro Regionale Trapianti. La Centrale Operativa del 118 si attiva immediatamente. Primo incarico: trasportare un'équipe di prelievo al Policlinico di Bari per il recuperare un fegato. Poco dopo, la seconda richiesta, nuovo viaggio e nuova équipe chirurgica. Destinazione: l'ospedale di Macerata per un secondo prelievo di fegato. Il medico di centrale contatta gli aeroporti. Richiede la disponibilità degli aerei in attesa a Caselle. Coordina gli autisti che accompagneranno le équipe verso il decollo. Tutto è coordinato al secondo.






