CITTA’ DEL VATICANO. «Nessuna potenza può prevalere sull’opera di Dio». Stop alla violenza e alla sopraffazione. Per la festa di Santo Stefano, diacono e primo martire, Leone XIV si è affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico per recitare l’Angelus con i fedeli e i pellegrini riuniti in piazza San Pietro. «Oggi è il “natale” di Santo Stefano, come usavano dire le prime generazioni cristiane, certe che non si nasce una volta sola. Il martirio è nascita al cielo: uno sguardo di fede, infatti, persino nella morte non vede più soltanto il buio – afferma il Pontefice-. Noi veniamo al mondo senza deciderlo, ma poi passiamo attraverso molte esperienze in cui ci è chiesto sempre più consapevolmente di “venire alla luce”, di scegliere la luce». Il racconto degli Atti degli Apostoli testimonia secondo Robert Francis Prevost che «chi vide Stefano andare verso il martirio fu sorpreso dalla luce del suo volto e delle sue parole. È scritto: “E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo” (At 6,15). È il volto di chi non se ne va indifferente dalla storia, ma la affronta con amore. Tutto ciò che Stefano fa e dice ripresenta l’amore divino apparso in Gesù, la Luce brillata nelle nostre tenebre».
Leone XIV: “Prepotenza e ingiustizia nel mondo ma i cristiani non hanno nemici”
All’Angelus dedicato al primo martire della storia il Papa mette in guardia dal “potere che reagisce con le armi”. Poi l’appello a «sostenere i cristiani perse…












