Non si tratta solo di un segno di sintonia politica, ma di una testimonianza concreta della volontà del leader conservatore di portare a Santiago almeno parte della ricetta economica "Milei", specie nei capitoli di deregolamentazione, semplificazione delle pratiche burocratiche e investimenti. Certo l'Argentina presa in carico da Milei nel 2023 versava in una crisi non paragonabile a quella del Cile, ma Kast eredita una situazione sui conti pubblici che merita attenzione: durante il mandato del presidente uscente, Gabriel Boric, il debito pubblico ha raggiunto il livello più alto, collocandosi attorno al 41 per cento del Pil. Il deficit strutturale è rimasto a livelli alti e, come denunciato anche da agenzie di controllo statale, alcune riforme hanno generato spese il cui finanziamento era affidato a entrate sovrastimate. Nel redigere l'agenda di governo, Kast dovrà comunque tener conto anche di un dato non trascurabile: il principale partner commerciale del Cile è la Cina. Un rapporto avviato a inizio secolo con le importanti commesse di materie prime cilene, a partire dal rame, che Pechino ha fatto per alimentare una struttura produttiva. "Kast e' consapevole che il Cile è un importante alleato degli Stati Uniti", ha detto al "Financial Times" Patricio Navia, esperto di America Latina presso la New York University. "Ma capisce anche che la Cina è il nostro principale partner commerciale. Quindi saremo al fianco degli Stati Uniti su tutto, ma senza inimicarci la Cina". D'altro canto, a Buenos Aires Kast offre proprio la possibilità di dare ai prodotti argentini l'accesso privilegiato che il Cile - da membro della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (Apec) - ha ai mercati asiatici. Paesi cugini, protagonisti di una crisi di delimitazione territoriale che grazie alla mediazione condotta nel 1984 da Giovanni Paolo II non si trasformò in guerra, Cile e Argentina condividono una frontiera quasi tutta disegnata lungo le Ande.