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Sono molti gli interrogativi sulla morte dell'atleta norvegese Sivert Bakken trovato morto con una maschera ipossica: in attesa dei risultati dell'autopsia, quali sono le controversie su questo strumento
Oltre all'inevitabile dolore per la tragedia dovuta alla scomparsa di un atleta di 27enne in procinto di partecipare alle Olimpiadi di Milano-Cortina, il norvegese Sivert Bakken, trovato morto con addosso una maschera ipossica, gli esperti del settore si interrogano sull'efficacia ma anche sulla pericolosità di questo strumento.
Innanzitutto un piccolo passo indietro: quando si parla di maschera ipossica si intende un dispositivo in grado di aumentare lo sforzo della respirazione durante l'allenamento simulando le condizioni che si possono trovare a quote di alta montagna dove l'aria è più rarefatta essendoci meno ossigeno. Nel dettaglio, questo strumento fa passare tra 6 e 10 volte in meno l'ossigeno: così facendo si migliorano le capacità di resistenza respiratoria e la capacità dei polmoni quando ci si trova in ipossia, quella condizione in cui i tessuti del corpo non ricevono abbastanza ossigeno.








