Per decenni nutriti da volontari e residenti, i gatti selvatici della Big Island sono ora al centro di una nuova legge. Dal primo gennaio sarà vietato dar loro cibo su suolo pubblico. L’obiettivo è proteggere specie autoctone in pericolo, ma la misura divide profondamente l’isola.
Una colonia tra rifiuti e solidarietà
Decine di gatti selvatici sbucano dall’ombra di camion parcheggiati e cespugli non appena una Subaru Forester entra nell’area di scarico rifiuti della Big Island. Corrono verso l’auto, sicuri di trovare cibo. Un’abitudine che potrebbe presto finire.
Dal primo gennaio entrerà in vigore una legge della contea delle Hawaii che vieta di nutrire animali selvatici su proprietà pubbliche. La norma prevede multe fino a 50 dollari per la prima infrazione e fino a 500 dollari per le successive. L’intento dichiarato è proteggere le specie native, come il nene, un’oca hawaiana in pericolo di estinzione, da un “super predatore” introdotto dagli europei nel XVIII secolo.
La misura però incontra una forte opposizione, soprattutto tra chi da anni si prende cura delle colonie feline.






