Nelle settimane e mesi successivi al parto una donna su due può andare incontro a sintomi depressivi lievi, che nel 10% dei casi possono raggiungere una gravità moderata e in un caso su mille possono richiedere un ricovero in ambiente psichiatrico. Nella maggior parte dei casi questi episodi possono giovarsi di un intervento psicologico: Elyse Couch, docente di politiche sanitarie al Dipartimento dei servizi, politiche e pratiche sanitarie della Brown University di Providence (Rhode Island, USA), ha coordinato uno studio che mette a confronto i risultati ottenuti su quasi 4500 pazienti affette da depressione postpartum trattate con diversi metodi psicoterapeutici.

Depressione post partum, il cervello cambia (per due anni)

21 Marzo 2025

Quali sono le terapie efficaci

La terapia cognitivo-comportamentale, che consiste nel promuovere nelle pazienti la consapevolezza del legame esistente tra emozioni, pensieri e comportamenti, si è dimostrata efficace nel ridurre i sintomi depressivi. Un altro intervento risultato efficace è la terapia di attivazione comportamentale, che si concentra esclusivamente sui comportamenti invitando le persone a mettere in atto quelli positivi anziché ricadere nelle strategie di evitamento e di ritiro associate alla depressione. Infine, la terapia interpersonale, che focalizza l’attenzione sulle dinamiche insite nelle relazioni familiari, affettive, sociali e lavorative, aiuta le pazienti a gestire i sentimenti di perdita, le mancanze e i conflitti di ruolo. Questi ultimi sono cruciali per le donne, spesso in difficoltà nell’integrare il loro essere madre con la realizzazione di sé.