Chiamata anche stracciabraghe per via dei fusti spinosi che tendono a impigliare e strappare i vestiti, la salsapariglia è sempreverde, rampicante e molto ornamentale. Questa pianta rustica e perenne è dotata di foglie a forma di cuore, piccoli fiori e bacche rosse raggruppate in grappoli. Oltre che per la sua bellezza, si distingue per le proprietà depurative, la notevole resistenza e la versatilità, potendo essere impiegata anche come pianta da siepe. La coltivazione della salsapariglia è semplice, non richiedendo cure particolarmente impegnative.

L’esposizione della salsapariglia

Parte della famiglia delle Liliaceae, la salsapariglia è originaria di Asia centrale e America meridionale e cresce oggi spontaneamente anche in Italia. Molto comune in Europa, questo arbusto spinoso è chiamato a livello scientifico smilax aspera e può raggiungere 2 metri di altezza. La salsapariglia fiorisce tendenzialmente in estate e va piantata in primavera oppure in autunno in caso di inverni non troppo rigidi. La pianta si distingue per la bellezza ornamentale, l’adattabilità e la resistenza, sopportando gelo, siccità e terreni poveri. Il suo fusto flessibile forma delle liane dotate di spine arcuate e le foglie cuoriformi presentano margini dentati: se queste vengono strofinate nell’acqua formano una schiuma, come se al loro interno fosse presente del sapone. I fiori sono piccoli, bianchi, profumati e a forma di stella mentre i frutti consistono in bacche rosse riunite in grappoli penduli.