Salvatore “Sasà” Gallo, storico ras delle tessere del centrosinistra torinese ed ex manager Sitaf, è al centro della vicenda penale nata dall’inchiesta “Echidna” su intrecci tra politica, appalti autostradali e ambienti della ’ndrangheta in Piemonte, pur non essendo lui stesso accusato di mafia. Nei suoi confronti la Procura di Torino ha contestato peculato, corruzione elettorale, estorsione e uso indebito di carte e tessere aziendali, ipotizzando un sistema di favori, minacce e scambio di utilità in vista delle comunali 2021. Il processo, celebrato con rito abbreviato, si è chiuso in primo grado con una condanna a 4 anni e 4 mesi. Da poco sono state depositate le motivazioni della sentenza. Mancano pochi giorni alle elezioni. Salvatore Gallo chiama uno dei suoi procacciatori di voti. Un uomo con una grave disabilità. «Senti allora…sta campagna elettorale…qualche telefonata la puoi fare? Si? Anche se sei sulla sedia a rotelle». Lui risponde: «Certo…le ho già fatte…anche se ho altro per la testa. Ho male tutto il giorno». È il 29 settembre 2021. L’uomo sulla carrozzina richiama Gallo: «Volevo complimentarmi per il trattamento ricevuto alla Fornaca». La lista d’attesa per lui si è ridotta a dieci giorni. Gallo rivendica il potere delle sue relazioni: «Se non era…mica ci arrivavi facilmente… questo ti costa 50 voti di preferenza…se no non chiedere più niente eh….devo vincere….Mi devi dimostrare che ci siano i voti». La logica del «do ut des» La logica del «do ut des» e la «strategia Gallo» per il tribunale di Torino sono la stessa cosa. Dare qualcosa per ottenerne un’altra. Nel caso dell’ex leader socialista (ed ex manager della Sitaf) condannato a quattro anni e quattro mesi in abbreviato per peculato e tentata corruzione, le «utilità» da offrire a primari, amici e avvocati - c’è anche una giudice tra le persone intercettate - erano le tessere per viaggiare gratis sulla Torino Bardonecchia. In cambio, Salvatore Gallo - difeso dagli avvocati Alberto Mittone e Gregorio Calabrese - chiedeva voti per i suoi candidati preferiti del Pd.
Cure per il disabile in cambio di voti, le intercettazioni choc dell’ex senatore Gallo
Depositate le motivazioni della sentenza di primo grado che ha condannato l’ex senatore del Pd a 4 anni e 4 mesi per peculato e corruzione elettorale






