Alla fine dell’inno i bambini si guardano, aspettano un attimo e poi gridano forti e felici tutti insieme. Quel «Sì», urlato dopo «L’Italia chiamò», era il loro modo di dire che a quella chiamata loro c’erano. Oggi quel «Sì» è stato tolto: la musica copre la risposta e la voce resta fuori. Qualcuno ha deciso che quella sillaba è di troppo. Che va cancellata per rispetto della filologia, per eleganza musicale, per disciplina istituzionale. L’Italia continua a chiamare, ma la risposta deve restare educata, silenziosa, invisibile. Eppure quel «Sì» non era folclore né tifo. Era l’unico punto dell’inno in cui non si ascolta soltanto, ma si risponde.
Inno di Mameli, non si tratta di un semplice e banale "Sì"
Caro direttore, da nonno, questa storia del «Sì» tolto dall’Inno d’Italia mi sembra il solito, insopportabile eccesso d...











