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24 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:58
Resteranno tutti in carcere i quattro ragazzi, un maggiorenne e tre minorenni, che domenica scorsa hanno aggredito e rapinato un 15enne in Corso Buenos Aires a Milano. In circa venti minuti di violenze e botte, il gruppo si è fatto consegnare il giubbotto, le scarpe e il cellulare, e ha cercato di far ricaricare ai genitori della vittima una carta prepagata così da poter prelevare dei soldi.
Secondo il gip, Tommaso Perna, il 20enne di origine tunisina, ha dimostrato di avere “una capacità criminale elevatissima“, per questo è stato convalidato l’arresto ed è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere. Il maggiorenne è accusato di rapina aggravata e tentata estorsione (mentre non è stato riconosciuto il reato di sequestro di persona). Reati ritenuti “gravissimi non soltanto nominalmente, ma per le concrete modalità in cui essi sono stati eseguiti”. Infatti, si legge nel provvedimento, l’aggressione messa in atto dai quattro, si sarebbe “dipanata (…) per un arco temporale piuttosto lungo, durante il quale egli ha sempre mantenuto ferma la sua ferrea volontà di depredare la vittima, svestendola in modo da attenuare ulteriormente la sua capacità di difesa”. Anche dopo aver scoperto che la carta prepagata era vuota, “l’indagato ha costretto la vittima a recarsi comunque presso un bancomat e a chiamare il padre per chiedergli di effettuare una ricarica” minacciando il padre di uccidere il figlio.








