DA VEDERE. E’ uno dei migliori film dell’anno “Norimberga”, opera seconda dell’americano James Vanderbilt realizzata a dieci anni di distanza dal notevole “Truth - Il prezzo della verità” interpretato da Robert Redford e Cate Blanchett. Questo nuovo lavoro ricostruisce il celebre processo del 1945 ai gerarchi nazisti per i crimini di guerra ed è tratto dal romanzo “Il nazista e lo psichiatra” scritto da Jack El-Hai unici anni orsono. Strepitoso Russell Crowe nel ruolo di Hermann Goring, braccio destro di Adolf Hitler, così come eccellenti le interpretazioni del Freddie Mercury di “Bohemian Rhapsody” Rami Malek nel ruolo dello psichiatra dell’esercito americano e di Michael Shannon nelle vesti del procuratore capo americano Robert H. Jackson. Per il resto da segnalare la mirabile fotografia del maestro Dariusz Wolski e le strazianti immagini di repertorio relative ai campi di concentramento inserite in un film che dura circa due ore e mezza ma vanta nella capacità di coinvolgere lo spettatore un’altra importante qualità.

DA EVITARE. Chi fatica in questi giorni a prendere sonno può andare al cinema a vedere “Father mother sister brother” e il problema è prontamente risolto. Regna infatti la noia nel nuovo lavoro del regista indipendente americano Jim Jarmush, opera addirittura premiata con il Leone d’Oro all’ultima Mostra di Venezia da una giuria guidata dal suo connazionale Alexander Payne e formata evidentemente da insonni. Il film contempla tre capitoli che ritraggono famiglie scomposte che vivono nel New Jersey, a Dublino e a Parigi e danno vita - si fa per dire - a storie “interessanti” come una puntata del programma televisivo “Little Big Italy” in onda sul canale Nove con il sottotitolo “Alla ricerca dei ristoranti italiani all’estero”