Nozze congelate in attesa di perizia. Il Natale di Vittorio Sgarbi post ricovero da depressione acuta è delicatissimo. La causa intentata dalla figlia Evelina a settembre scorso, dovuta al sospetto che suo padre non sia più in grado di gestire in autonomia le sue scelte personali ed economiche, è stata in parte rigettata dal tribunale civile di Roma. La giudice Scorza ha deciso che Sgarbi non ha bisogno di un amministratore di sostegno per le scelte quotidiane, ma che servirà una perizia medica per le decisioni straordinarie, quindi per matrimonio ed eventuali decisioni di eredità. Sarà infatti la psicologa e psicoterapeuta Lili Romeo, ad accertare le condizioni psicologiche e cognitive del critico d’arte.
Sgarbi dal canto suo, intervistato dal Corriere di Roma ha spiegato che dopo la sentenza “nessuno potrà più permettersi di sostenere illazioni calunniose né sul mio reale stato di salute né sulla liceità dei comportamenti di chi mi sta vicino”. Sulle nozze ricorda che lui e Sabrina Colle “già durante l’udienza del 28 ottobre, è verbalizzata, comunicammo la nostra volontà di rinviarle ad altro momento”. Sgarbi sostiene quindi che è meglio concentrarsi su altri aspetti “dato che sconfessano quasi completamente la linea della controparte”. Parliamo del cosiddetto “cerchio tragico” che secondo Evelina circonda il papà, ma che è stato in buona smontato dalla decisione del Tribunale. “Evelina non dovrebbe preoccuparsi del mio stato mentale più di quanto non dovrebbe fare per il suo”, ha continuato piccato il critico d’arte.












