VO EUGANEO - La comunità ha dato ieri l'ultimo saluto a Diana Canevarolo. La chiesa parrocchiale era gremita di parenti, amici e conoscenti, accorsi per stringersi attorno ai familiari della 49enne originaria di Vo', morta il 6 dicembre al San Bortolo di Vicenza in seguito a un grave trauma cranico. La commozione era palpabile.
Ad accompagnare la cerimonia, una lettura dal Vangelo di Giovanni in cui Gesù risorto si manifesta ai discepoli e viene riconosciuto da Simon Pietro. Presente anche il sindaco di Vo', Mauro Delluniversità. Il figlio Nicolò ha voluto salutare la madre dal presbiterio, affidando il proprio dolore a parole semplici e cariche di affetto. Ha ricordato il legame speciale, un rapporto che descriveva come unico, come se qualcuno di superiore li avesse destinati a incontrarsi. Per il 19enne, sua madre era un punto di riferimento insostituibile.
La cognata di Diana ha letto una lettera a nome dei familiari, che hanno rievocato le telefonate tra parenti, i momenti di convivialità, la gioia di stare insieme. «Ci manchi come l'aria», hanno scritto i fratelli, concludendo con una richiesta accorata di verità: «Verrà il giorno in cui sarà fatta giustizia e chi ti ha fatto questo male verrà individuato e punito». L'appello ha suscitato un applauso.






