BELLUNO - Un altro Caffi torna visibile al grande pubblico. E il patrimonio culturale della città di Belluno si arricchisce di un'opera di grande valore storico: "Veduta veneziana. Notturno con la nebbia in Piazza San Marco" dell'Ippolito bellunese più famoso (e tra i pittori più innovativi del XIX secolo). Il dipinto è stato concesso in comodato d'uso quinquennale al Museo Fulcis da una famiglia bellunese che ha deciso, con generosità, di condividerne la bellezza con la collettività.

L'opera, realizzata nel 1842, non veniva esposta al pubblico dal lontano 1949 e ora - quasi 80 anni dopo - sarà visibile al pubblico, al museo, nella sala dedicata proprio a "Ippolito Caffi" insieme ad altri sette capolavori del XIX secolo. «Una donazione, anzi, un comodato d'uso che si inserisce in un anno significativo per il Museo civico, in cui Belluno sta lentamente recuperando opere d'arte di grande valore ha dichiarato ieri in fase di presentazione, l'assessore alla cultura Raffaele Addamiano . In questo caso si tratta di un'opera che era già in città, ma che ora viene finalmente esposta al pubblico, completando un percorso di valorizzazione e apertura culturale».

Il dipinto rappresenta una Piazza San Marco immersa nella nebbia, in una scena notturna e suggestiva, realizzata probabilmente nei primi anni Quaranta dell'Ottocento. Il campanile è in controluce lunare, le sagome delle persone emergono tra lampioni e riflessi, in un'atmosfera autunnale o invernale colta con sensibilità romantica. La scena, sospesa e onirica, è illuminata da un'unica fonte di luce: la luna. «Questa veduta veneziana ha spiegato Carlo Cavalli, conservatore del Museo civico di Belluno si distingue per gli effetti luministici, tipici della pittura di Caffi, che rinnovano il paesaggio e il vedutismo veneziano, avvicinandoli alla sensibilità dell'Ottocento». Cavalli ha annunciato anche la collocazione, all'interno del museo: «L'opera sarà esposta accanto ad altre due vedute: "Canal Grande con la neve" e "Festa notturna a San Pietro di Castello". Tre atmosfere diverse, tre stati d'animo, tre racconti di Venezia».