"Uno spettacolo indegno". Rieccolo, Maurizio Landini. Dopo l'ultimo, ennesimo, sciopero, il leader della Cgil torna a scagliarsi contro il governo. "Lo spettacolo indegno di queste ore sul maxi emendamento alla manovra - ha detto intervistato da Repubblica - conferma che c'era una ragione di più per scioperare. Questo governo non vuole discutere con nessuno, né con il Parlamento né con le parti sociali. Regge solo per il potere, non per rispondere ai bisogni delle persone. E porta il Paese al declino e alla recessione".

Il motivo a suo dire è chiaro: "Si taglia sui più deboli mentre si sta dalla parte dei forti. Quale messaggio passa dal penalizzare lavoratori precoci e usuranti per spostare risorse anche a quelle imprese che non rispettano i contratti e risparmiano sulla sicurezza? Che si può anche morire di lavoro. Una logica inaccettabile". Insomma, è una manovra "contro lavoratori e pensionati. Lo dimostra anche il ripristino dell'emendamento Pogliese, già bocciato a luglio e spuntato all'ultimo in legge di bilancio. L'ennesima cattiveria contro i lavoratori che perdono il diritto agli arretrati quando un giudice stabilisce che la loro retribuzione è troppo bassa. Una norma che non c'entra nulla con la finanziaria, ha un profilo di incostituzionalità e di cui chiediamo il ritiro immediato".