La regione spagnola dell’Estremadura è nota per la produzione del sughero, del prosciutto e perché fu da queste terre povere nel cuore della penisola iberica che partirono i conquistadores, Pizarro e Cortez davanti a tutti.

Ed è qui che domenica si sono tenute le prima elezioni locali dopo lo scoppio del bubbone della corruzione nel Partido socialista obrero español (Psoe) del premier Pedro Sanchez. Una serie di scandali che avrebbero fatto crollare non uno ma una decina di esecutivi sono venuti a galla coinvolgendo Begoña, la moglie di Sanchez, David, il fratello del leader, i parenti della señora (gestivano una serie di bordelli) per tacere dei tesserati di alto bordo Santos Cerdan, José Luis Abalos, Koldo Garcia. Una Tangentopoli moltiplicata per una Mignottopoli.

Una fame di denaro che avrebbe scandalizzato persino i famelici conquistadores, predoni del Nuovo Mondo e di quello Vecchio. Il leader del PP Alberto Nuñez Feijóo, in un momento particolarmente ispirato, ha definito il Psoe di Sanchez «una cloaca». Il test elettorale ha dato l’esito logicamente atteso: la sinistra ha perso, i partiti di destra hanno vinto. Ma, dato che siamo in Spagna, non è detto che l’opposizione a Sanchez l’avrà realmente vinta.