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Lunedì mattina il generale russo Fanil Sarvarov è morto in ospedale a Mosca per l’esplosione di una bomba messa sotto la sua auto. Da quanto emerso finora, l’esplosione è avvenuta intorno alle 7 in un parcheggio in un quartiere residenziale nel sud di Mosca.
Sarvarov aveva 56 anni ed era a capo del dipartimento di addestramento dell’esercito russo: il ministero della Difesa ha detto che in passato aveva combattuto in Cecenia, la repubblica caucasica della Federazione Russa, e in Siria. Non si sa chi abbia messo la bomba: le autorità russe hanno detto che stanno vagliando diverse ipotesi e che potrebbero essere stati i servizi segreti ucraini.
Al momento non ci sono stati commenti da parte dell’Ucraina, che in passato era già stata accusata molte volte dalla Russia di aver compiuto attentati contro diversi importanti militari russi.
In alcuni casi l’SBU, il servizio di intelligence ucraino, ha rivendicato gli omicidi mirati, sostenendo che gli ufficiali russi siano «obiettivi legittimi» perché a capo di un esercito di invasione. Era stato per esempio il caso del generale Igor Kirillov, capo dell’unità di Difesa radiologica, chimica e biologica delle forze armate russe, ucciso un anno fa dall’esplosione di un monopattino in un quartiere residenziale di Mosca.










