Roma, 23 dic. (askanews) – Sul prezzo del latte Coldiretti Lazio scrive alla Grande Distribuzione Organizzata con l’invito a distinguere con chiarezza tra il livello del prezzo europeo, quello del prezzo italiano e le distintività regionali che generano valore, a partire dal Lazio, dove la presenza di Roma rappresenta uno dei principali mercati nazionali per il consumo di latte fresco.
La lettera, inviata anche alla Regione Lazio, fa riferimento all’intesa nazionale sul prezzo del latte raggiunta al Masaf, intesa che definisce un prezzo nazionale di riferimento del latte crudo alla stalla che prende come parametro le principali piazze del Nord Italia, da sempre mercato principale per la formazione del prezzo. “È importante sottolineare – spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri – che si tratta di un prezzo che costituisce un parametro di riferimento generale per la filiera, ma che non rappresenta in modo universale le differenze distintive espresse nelle varie parti del nostro Paese, che in questi mesi continuano a ottenere ottimi risultati sui mercati, sia in termini di quantità vendute che in termini di prezzo”.
In questa prospettiva per Coldiretti Lazio è essenziale distinguere nettamente tra il livello del prezzo europeo e le performance dei prodotti lattiero-caseari italiani, che in ragione dell’altissima qualità e sicurezza alimentare dei prodotti made in Italy, concorrono a generare maggior valore economico. “Tutto questo grazie anche alle specificità territoriali – prosegue Granieri – che nella distintività hanno visto riconosciuti gli sforzi dei produttori. In particolare, nel Lazio la specificità della produzione e la presenza della città di Roma, che rappresenta uno dei principali mercati nazionali per il consumo di latte fresco, impongono che questo valore territoriale sia riconosciuto e tutelato anche nelle relazioni commerciali con la distribuzione”.






