ANatale li guardiamo più a lungo i nostri ragazzi. Li vediamo seduti sul divano con il telefono in mano, chiusi in camera, apparentemente lontani. E ci diciamo che dovrebbero uscire di più, incontrare amici, fare qualcosa di “vero”. Lo diciamo con preoccupazione sincera, ma spesso senza sapere davvero che cosa proporre loro.

Perché non basta chiedere di spegnere il telefono

Perché oggi non basta chiedere a un ragazzo di spegnere uno schermo. Se lo schermo è diventato il luogo in cui si sente riconosciuto, visto, chiamato, toglierlo senza offrire un’alternativa significativa significa lasciarlo solo. E la solitudine, soprattutto in adolescenza, è un terreno fragile.

Social vietati ai ragazzi come in Australia? Ma i divieti da soli non bastano

Da psicologo incontro ragazzi che non sanno dare un nome preciso al loro malessere. Non parlano di tristezza, né di rabbia. Dicono una frase più dura, più silenziosa: “Non servo a niente”. È da lì che spesso nasce il ritiro. Non dalla pigrizia, non dalla mancanza di valori, ma dalla sensazione di essere irrilevanti.