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23 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:28

Ancora censura sul dibattito nelle scuole sulla questione israelo-palestinese. L’ultimo episodio è avvenuto a Vicenza: gli studenti del liceo Fogazzaro avevano organizzato un’assemblea su alcune questioni estere, ma la preside ha cancellato il capitolo sulla Palestina perché, riferendosi alle direttive del ministero sulla pluralità di pensiero, “tale condizione non appare rispettata e pertanto l’iniziativa potrà avvenire solo quando sarà possibile il confronto tra parti diverse”. Tradotto: Palestina sì, ma solo se c’è il contraddittorio, altrimenti si parla d’altro. Pochi giorni prima un’esponente locale di Fratelli d’Italia, Giulia Gennaro, aveva contestato l’idea dei ragazzi perché “la scuola non deve diventare luogo di militanza politica”. Gli studenti, in risposta, hanno preparato una contro-assemblea fuori da scuola per martedì 23 dicembre.

Racconta la vicenda Asia Curró, studentessa del Fogazzaro, membro della Rete Studenti Medi di Vicenza. “Il programma era stato pensato dai rappresentanti d’istituto. Prima abbiamo letto i commenti della rappresentante di Fratelli d’Italia, poi si è diffusa la voce che l’assemblea non si sarebbe fatta; infine la circolare della preside, in cui leggiamo che quattro laboratori (due su Gaza e due sulla Cisgiordania) sono stati cancellati perché un direttivo regionale sostiene che quelle attività non sono consone. Non capiamo cosa ci sia di sbagliato nel voler parlare di un genocidio: la scuola deve insegnare anche a rendere partecipi a ciò che succede”.