Un adulto su cinque è sensibile agli allergeni del gatto. Un dato enorme, destinato a pesare sempre di più in un Paese come l’Italia dove vivono oltre 12 milioni di gatti – spesso più di uno per famiglia – e dove la relazione uomo–animale è diventata sempre più stretta, quotidiana e “fisica”. L’allergene principale, chiamato Fel d 1, viene prodotto naturalmente da ogni gatto e si diffonde nell’ambiente soprattutto tramite saliva e l’attività quotidiana di toelettatura. Per molte persone questo rende difficile la convivenza. Dopo oltre un decennio di ricerca, Purina ha deciso di affrontare il problema alla radice, sviluppando una soluzione nutrizionale innovativa: Pro Plan LiveClear. Il prodotto non influisce sulla produzione fisiologica dell’allergene da parte del gatto, ma riduce gli allergeni attivi sul suo mantello e quindi nell’ambiente, dando a molte famiglie la possibilità di restare “più vicini che mai” al proprio pet.

Perché nessun gatto è ipoallergenico

Come spiega il dottor Guido Poncini, medico veterinario, Advocacy e Training manager di Purina Pro Plan, «non esiste un gatto che sia considerabile ipoallergenico al 100%. Tutti, a prescindere da razza, colore e lunghezza del mantello, età o sesso, producono una proteina chiamata Fel d 1, il principale allergene che può essere in grado di scatenare reazioni allergiche nelle persone». Possiamo dire di non essere allergici al pelo del gatto ma alla sua saliva? «Facciamo chiarezza su questo punto: il pelo e le scaglie di pelle naturalmente presenti sul gatto sono soltanto un vettore dell’allergene. È la saliva il punto di partenza: quando il gatto si lecca – e lo fa decine di volte al giorno – deposita Fel d 1 su tutto il mantello. Da lì l’allergene passa nell’ambiente attraverso peli e forfora si accumulano sul gatto stesso e nell’ambiente circostante». In altre parole, il suo potenziale allergizzante non dipende da quanto pelo perde un gatto, né dalla sua lunghezza: riguarda ciò che trasporta.