Ciao, sono Federico Ferrazza e dirigo Italian Tech, la testata del gruppo Gedi che si occupa di innovazione. Se siete qui, state leggendo Tech Away, la mia newsletter settimanale che proverà a raccontarvi il vero impatto della tecnologia sulla società e il suo ruolo fondamentale nella gran parte delle decisioni politiche, economiche e personali.

Buona lettura

Sta accadendo di nuovo? Stiamo assistendo alla nascita dell’ennesimo monopolio dell’epoca digitale? Gli indizi sono molti. Si parla di OpenAI e della sua ChatGpt, quindi di intelligenza artificiale e in particolare di quella generativa. Ma prima di mettere in ordine alcuni di questi indizi, è necessario un passo indietro, di una 30ina di anni. Agli inizi degli anni Novanta del secolo scorso, veniva inventato il Web, quella interfaccia che ha consentito a tutti di accedere facilmente a Internet e che ha dato il via ufficiale all’economia digitale. Certo, i software e i computer già esistevano ma è indubbio che il www ha trasformato l’intera economia globale (e non solo), rivelandosi per certi versi lo strumento principe della globalizzazione.

Un meccanismo già visto

Tornando alla fine del secondo millennio, da quel momento, a parte qualche eccezione, abbiamo visto nascere e susseguirsi in Rete una serie di monopoli o, nel migliore dei casi, di oligopoli. È successo nei browser, nei motori di ricerca, nelle piattaforme di condivisione video, nei servizi di streaming musicali, nei social network, nella messaggistica istantanea, nell’e-commerce, nel cloud computing, nei negozi online di app, nel turismo e in molti altri ambiti. Lo schema è stato sempre lo stesso: il più bravo (o forte o intelligente) si è preso tutto, o quasi. È un modello tipico delle economie basate sulle reti dove: