Il 16 gennaio scorso, il razzo Starship di SpaceX si è disintegrato pochi minuti dopo il decollo dal Texas meridionale, scatenando un vero e proprio caos nei cieli sopra la Florida e i Caraibi. Migliaia di detriti infuocati hanno cominciato a cadere in una zona intensamente sorvolata da aerei, mettendo in pericolo circa 450 passeggeri a bordo di tre velivoli, due di linea e un jet privato che hanno dichiarato emergenza. Un equipaggio ha lanciato un “Mayday”, mentre altri due hanno segnalato emergenza carburante, e in alcuni casi si sono verificati avvicinamenti pericolosi tra gli aerei.

Elon Musk ha commentato l’episodio su X con il video dei detriti e una frase ironica: "Il successo è incerto, il divertimento garantito". Ma dietro il post c’è stata preoccupazione seria: i documenti della Federal Aviation Administration (FAA) mostrano come le compagnie aeree coinvolte siano rimaste allarmate dal rischio, considerando la complessità della situazione. Starship avrebbe dovuto lambire la Terra prima di atterrare nell’Oceano Indiano, ma l’esplosione, avvenuta alle 17:38 locali, ha trasformato in pericolo immediato una rotta densamente trafficata.

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