La polizia ha arrestato e condotto in carcere il giovane di 20 anni che ha esploso un colpo di fucile da caccia ferendo Valentina Peonio, 33 anni, la notte tra sabato e domenica in piazza Nascè a Palermo.

L'indagato sarebbe accusato di lesioni, porto abusivo di armi e spari in luogo pubblico. Il giovane avrebbe detto di non aver avuto la volontà di premere il grilletto e che si sarebbe trattato di un incidente. Il fucile è stato ritrovato dai poliziotti. Ad indicare dove era stato nascosto sarebbe stato lo stesso indagato.

Secondo quanto hanno ricostruito gli agenti della squadra mobile, la vittima, insieme ad un'amica, aveva visto il fucile dentro l'auto e per questo aveva accelerato il passo verso la propria auto. Il ventenne, che è residente nel quartiere Borgo Nuovo, ha imbracciato il fucile per mostrarlo alla ragazza che era seduta con lui in auto quando è partito un colpo. Avendo visto la donna ferita il giovane le è corso incontro e le ha chiesto scusa. Poi è salito sulla sua Smart ed è fuggito con l'amica. Il giovane, preso dal panico, poi avrebbe sotterrato il fucile in un terreno vicino casa. E' stato lo stesso ventenne a indicare la zona dove si trovava l'arma. La Scientifica ha preso il fucile e sta eseguendo i rilievi. Dopo l'omicidio di Paolo Taormina, 21 anni, lo scorso ottobre aveva destato perplessità la mancata istituzione della zona rossa anche nell'area del centro di Palermo dove è stata ferita Valentina Peonio e dove peraltro erano già avvenuti risse, sparatorie e perfino un omicidio in discoteca. Ora il comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato dopo il ferimento della donna dal prefetto Massimo Mariani, ha deciso di istituire la zona rossa per tre mesi anche nell'area tra piazza Don Sturzo, via Puglisi Bertolino, piazza Nascè, via Isidoro Carini, via Archimede, via Daita, via Turati e piazza Don Sturzo.