Un ultimo appello a rivedere la riforma della Corte dei Conti è arrivato dai giudici contabili, a cinque giorni dall'esame dell'aula del Senato, convocata il 27 dicembre per dare il via libera definitivo al testo.
Il presidente dell'Associazione magistrati della Corte dei Conti, Donato Centrone, ha chiesto in una conferenza stampa di evitare l'approvazione, tra Natale e Capodanno, di "una riforma frettolosa e priva di una visione sistemica, che rischia di ridimensionare in modo significativo il ruolo della magistratura contabile e di alterare gli equilibri costituzionali posti a tutela della legalità, della finanza pubblica e del corretto utilizzo delle risorse pubbliche, incluse quelle del Pnrr".
Centrone ha chiesto al governo di aprire una nuova fase di confronto coinvolgendo la Corte dei Conti e l'associazione nella scrittura dei decreti delegati a cui sono demandate molte questioni. Due sarebbero i rischi principali del testo, secondo i magistrati: "un'eccessiva deresponsabilizzazione dei dipendenti pubblici" e un'invasione di atti da sottoporre a controllo preventivo, che ingolferebbero l'attività delle sezioni. Oggi vengono esaminati 30.000 atti all'anno da circa 50 magistrati; ora il numero dei provvedimenti potrebbe anche "raddoppiare" per effetto della norma che consente a tutti gli 8.000 enti locali di inviare alla Corte gli atti attuativi del Pnrr.





