Un lunghissimo serpentone si è snodato per le vie del centro di San Giovanni Rotondo per giungere fino a Casa Sollievo, l'ospedale voluto 70 anni fa da Padre Pio e di proprietà del Vaticano, i cui dipendenti da settimane sono alle prese con una vera e propria battaglia per difendere la propria posizione contrattuale, dopo l'annuncio, da parte della dirigenza, di voler dismettere i contratti collettivi attualmente in vigore per il personale del comparto e per i sanitari in favore di contratti di natura privatistica come quello adottato dalle case di cura a partire da marzo 2026.

Medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici radiologi, biologi, personale amministrativo, circa 2500 persone, non ci stanno e hanno annunciato battaglia per difendere la propria posizione contrattuale e dunque i propri diritti e la qualità del lavoro.

Una battaglia portata avanti dai sindacati unitariamente, sigle confederali e autonomi sia del comparto sia dei medici, come l'Anmirs (Associazione nazionale medici istituti religiosi ospedalieri) con il suo segretario nazionale Donato Menichella a San Giovanni Rotondo questo pomeriggio.

“I medici in servizio presso Casa Sollievo sono medici ospedalieri, hanno diritto ad un contratto ospedaliero ed equiparazione a medici pubblici” ha rivendicato Menichella: “Non è possibile accettare un contratto totalmente diverso da quello che hanno tutt'ora. Ne va della della loro professionalità. Non è una mera questione economica. E' piuttosto una questione giuridico, normativa e professionale”.