Fare o non fare.In casa Ferrovie dello Stato, dove è stato presentato di recente l’aggiornamento del Piano Strategico 2025-2029, sul fronte delle opportunità abilitate dall'artificial intelligence si è scelto di fare, con un approccio più pragmatico, ovvero più implementazione di progetti sul campo e meno Proof of concept ma anche con più attenzione al vero valore che può portare la tecnologia in azienda per i dipendenti (limitarsi a rivolgere domande e ottenere risposta dai super chatbot non basta).Nel 2026, arriveranno prime valutazioni rispetto all'adozione e ai progetti Ai-driven promossi in diverse aree, indica a Wired Massiliano Garri, Chief Technology, Innovation & Digital Officer di Ferrovie dello Stato Italiane.Per capire cosa succederà nei prossimi mesi, ma anche nei prossimi anni, bisogna fare un passo indietro allo scorso novembre quando FS Italiane e Microsoft hanno dato il via a una partnership strategica da cui si attendono concreti benefici in termini di efficienza operativa e di progetti strategici. Oltre 50 mila dipendenti del Gruppo possono già accedere agli agenti AI (Microsoft 365 Copilot è l'interfaccia) al fine di progettare servizi in grado di creare un impatto tangibile sulle diverse aree industriali (ma anche per ridurre il tempo dedicato alle attività routinarie).L'integrazione dell'AI nei servizi ferroviari e di trasporto servirà a “ottimizzare i processi e semplificare le interazioni tra persone e tecnologia”.Prima all'interno, poi all'esternoTuttavia, l'obiettivo, almeno in prima battuta, non è quello di mettere nelle mani di milioni di viaggiatori un ennesimo strumento per ottenere informazioni, ma abilitare una trasformazione soprattutto interna a monte, per poi solo dopo introdurre tool a valle. Il perché di questo approccio lo spiega Garri a Wired: "In un gruppo complesso e articolato come Ferrovie dello Stato, l'adozione dell'AI deve essere ben governata. Prima di mettere in mano uno strumento a milioni di viaggiatori tutti i giorni, preferiamo fare un addestramento interno per capirne l'efficacia e stiamo per lanciare un agente che permetterà alle nostre persone di avere supporto nell'aiutare i nostri clienti.Verrà utilizzata in prima battuta da un gruppo che lo testerà al fine di correggerlo, per poi, pian piano, essere esteso sempre di più".La trasformazione dell'approccio ha richiesto una serie di azioni, con la definizione della governance in materia, necessaria per districarsi rispetto al tema che naturalmente è governato da normative italiane e europee. Un comitato di Etica e Compliance valuta i rischi dell'adozione, con relativo framework per mappare e gestire i livelli di rischio. Un comitato executive dell'indirizzo strategico delle AI è presieduto dall'amministratore delegato Stefano Donnarumma, per dare la linea in materia a tutto il Gruppo. Non mancano anche strumenti esecutivi, come “una cabina di regia permanente per individuare i progetti del gruppo più trasformativi grazie all'applicazione dell'AI. Abbiamo creato prima di tutto un framework di riferimento del Gruppo Ferrovie dello Stato nei confronti dell'Ai che deve essere trasformativa. Spesso la tecnologia viene banalizzata per fare domande e ottenere risposte. Non è sbagliato ma non porta il valore che deve”.A seguito della definizione dell'assetto generale in materia, è seguito un percorso che ha portato all'accordo con Microsoft ma anche alla definizione di un tracciato strutturato all'interno della Scuola FS, dove è presente una faculty digital. L'AI sarà adoperata in relazioni a esigenze specifiche e verticali molto stringenti, al fine di avere poi “un battente importante di persone che cominciano a cambiare il modo con cui si lavora”.Meno PoC, più impattoGli esempi dell'impatto sulle diverse aree attraverso i progetti strategici abilitati dall'AI rispecchiano la complessità dell'ecosistema. Il cambiamento del modo di lavorare sarà visibile anche in “tutta l'attività di analisi e di compilazione dei dati tecnici sulla manutenzione, meno visibile dal punto di vista del cliente finale ma ovviamente fondamentale per la rete. Un altro tema molto importante è quello della security. Stiamo sperimentando soluzioni basate sulle AI per riconoscere i bagagli abbandonati in stazione, per controllare i varchi, per dare ulteriori elementi di vigilanza sui cantieri al fine di prevenire comportamenti scorretti in termini di sicurezza. È un'altra delle applicazioni di AI in cui siamo a uno stadio di sviluppo avanzato”.Le aree in cui sono attesi cambiamenti nel modo di lavorare e relativo sviluppo di progettualità sono, principalmente, quelle dell'apporto del personale ai fini del miglioramento della customer journey, della manutenzione, della sicurezza, dell'ESG, della formazione.Il manager indica nella prima metà del prossimo anno uno stadio per una prima valutazione rispetto all'adozione e relativi risultati, e “da questo dipenderà il secondo semestre dell'anno in termini di ulteriore adozione e di ulteriore spinta”. La filosofia però è fare, mettere in campo i progetti e procedere, senza ingessare la roadmap con “la prova della prova della prova”.No anche alla troppa enfasi sulla narrazione di questo cambiamento verso l'esterno, in quanto “sarebbe un boomerang dire che con ChatGPT risolviamo i problemi sui ritardi. I risultati vanno misurati direttamente sui KPI che usiamo nel piano industriale, caratterizzare un singolo risultato parlando solo di tecnologia è complicato. Si rischia che qualcuno dica che l'intelligenza artificiale riporta i treni in orario, lo faranno le persone anche grazie all'aiuto dell'AI”.Alla presentazione dell'aggiornamento del Piano Strategico 2025–2029 il Gruppo ha dichiarato investimenti, nel primo anno, di 18 miliardi di euro, e più di 35mila treni riportati in orario con una crescita della puntualità Alta Velocità di tre punti percentuali.Il Piano prevede ulteriori investimenti per 177 miliardi di euro nel periodo 2026–2034, mentre restano 20 i miliardi di euro in tecnologia previsti, che sosterranno in larga parte il raggiungimento del 100% della rete Core Extended coperta dal sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System) nel 2040, un “traguardo essenziale proprio alla gestione della nostra capacità di traffico. Il 2040 può sembrare un orizzonte lontano ma la complessità delle operation ci spinge a pensare che sia complicato fare passi più arditi. La stessa esperienza per dotare i treni di connettività a larga banda ce lo fa credere, siamo obbligati a lavorare solo di notte e si creano colli di bottiglia significativi”.L'intelligenza artificiale è il vettore delle trasformazioni attuali, sia in termini di innovazione di processo che di valorizzazione delle competenze ma in prospettiva lo sguardo è rivolto anche al quantum computing che porterebbe a un ulteriore upgrade nella capacità di processare la mole di dati connessa allo spostamento, annuale, di 570 milioni di passeggeri (10 mila i treni che circolano ogni giorno).Una scommessa più forte sulle tecnologieA Garri chiediamo anche se l'AI contribuirà un boost per il programma di Corporate Entrepreneurship, nato per incentivare lo sviluppo dell’imprenditorialità aziendale attraverso team multidisciplinari interni? “Il programma, dalle prossime edizioni, può diventare un abilitatore dell'utilizzo di tecnologia di artificial intelligence. Viceversa l'AI potrebbe aiutare a portare a un livello di maturità più vicino alla realizzazione le idee dei nostri dipendenti”.Il programma Innovate di Corporate Entrepreneurship del Gruppo FS individua soluzioni innovative con apporti dall'interno ma, secondo il Chief Technology, Innovation & Digital Officer , fondamentali saranno anche quelli dall'esterno, da ricercare con una comunicazione migliore in ottica open innovation ma anche con un cambio di mentalità più profonda.Alla domanda infatti su cosa mutuerebbe da altre realtà alle prese con l'innovazione in ambito ferroviario risponde: “Cosa copierei? Mi permetto di dire poco. Ma una cosa fondamentale è la capacità che hanno dimostrato, in particolare in Germania e in Francia, di essere capaci di intervenire anche direttamente nell'investimento in termini di sviluppo delle tecnologie, quindi in ambito di start up o di ricerca.Speriamo in futuro di diventare un po' più arditi e essere un po' presenti perché investire nella tecnologia è l'unico modo per rendere quella tecnologia disponibile al Gruppo. Essendo monopolisti, dobbiamo essere in grado di spingere il tech applicato al settore ferroviario, ambito dove non ci sono tantissimi attori. Dobbiamo anche essere in grado di guidare la domanda verso l'esterno e, non a caso, stiamo prevedendo di aprire degli hub di innovazione sul territorio, di lavorare direttamente con gli stakeholder, di avere la capacità di essere seduti al tavolo con incubatori, acceleratori, centri di ricerca. Bisogna essere più bravi a far capire quello che facciamo, che ci serve. Non possiamo porre la domanda generica ”Qualcuno ha un'idea innovativa per il Gruppo Ferrovie?", conclude Garri.