Roma, 22 dic. (askanews) – La riforma della Corte dei Conti in discussione in Parlamento presenta criticità su una molteplicità di elementi, tra cui spiccano due diversi aspetti, da un lato i meccanismi che impongono dei tetti ai danni che gli amministratori possono essere chiamati a risarcire, che possono risultare molto esigui rispetto ai danni tessi – e il differenziale ricade su tutta la collettività – dall’altro il rischio che i giudici contabili si vedano recapitare una ondata di richieste di controlli preventivi supplementari.

Lo hanno spiegato gli tessi giudici contabili, oggi a Roma durante una conferenza stampa dell’Associazione magistrati della Corte dei conti.

“L’auspicio che facciamo è che le porte rimangano ancora aperte, confidiamo che il Senato possa ancora valutare adeguatamente queste norme”, ha affermato il presidente dell’Associazione, Donato Centrone. “Ove non dovesse avvenire, auspichiamo che si possa intervenire sui decreti attuativi – ha aggiunto – per ascoltare e farci partecipi, in fase di attuazione delle deleghe”.

Rispetto agli attuali livelli di controlli preventivi, circa 30mila all’anno operati da meno di 50 magistrati, la Corte dei Conti rischia di veder lievitare queste procedure per un ammontare non ancora chiaro, magari potrebbero raddoppiare.