Stop alle contestazioni sulle perdite per le imprese che hanno sfruttato aiuti Covid. Ma non solo. L’atto di indirizzo firmato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo e dal direttore del dipartimento Finanze Giovanni Spalletta punta a risolvere tutte le possibili situazioni che potrebbero emergere dalle agevolazioni per cui non c’è una specifica disciplina a riguardo. L’obiettivo è quello di chiudere la partita sugli schemi d’atto che hanno raggiunto e preoccupato le imprese, perché ad avviso del Fisco il valore degli aiuti Covid ricevuti doveva essere dedotto dalle perdite riportabili per gli anni successivi. Risultato? L’agenzia delle Entrate chiedeva che le perdite utilizzabili per gli anni successivi dovessero essere inferiori.
La soluzione
Ne è nato quindi un problema che ha messo in difficoltà tutte le imprese che, avendo sfruttato gli aiuti Covid e avendo riportato perdite negli anni delle restrizioni della pandemia, si sono viste raggiunte da schemi d’atto anche sul valore delle perdite riportabili.
Da qui prima il tentativo di una norma interpretativa, che secondo le iniziali intenzioni avrebbe dovuto passare tra gli emendamenti della manovra. Poi la scelta è ricaduta sull’atto di indirizzo per andare a disciplinare anche altri tipi di situazioni, ravvisabili, ad esempio, nei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0.








