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Il ricordo dell’ultimo precedente di campionato vinto dai felsinei e lo sfogo di Conte
A tre giorni dal Natale e a 3.700 chilometri da dove la si sarebbe giocata una volta, ma Napoli-Bologna è la finale che restaura i valori sportivi, con la Supercoppa di Lega in palio fra vincitori e senza sconfitti in campo. Certo, Riad non è Roma e allora la festa che poteva essere di due tifoserie, è evento dal vivo esclusivo per pochi (qualche centinaio di bolognesi, napoletani a decine), con chissà quanti posti vuoti stavolta in uno stadio da appena 24 mila persone (e regalare i biglietti invenduti, evitando lo scempio di quei vuoti strapuntini gialli?).
Napoli per la terza coppa, Bologna per la prima, come il suo condottiero Italiano. Conte, che pure ha l’armadio di casa pieno di trofei, da allenatore ne ha vinta una soltanto, con la Juventus (più 3 da giocatore). L’ultimo precedente è recente, 9 novembre, secco 2-0 del Bologna, con sfogo di Conte nel dopo partita, prima della settimana di riflessione sabbatica. Per lui è l’ottava finale della carriera. «Le finali sono belle, ma ci si ricorda solo di chi le vince. Per batterci dovranno essere più bravi di noi. Certo non potranno superare la nostra fame, quella possono sono pareggiarla», dice Conte con enfasi. Quello che non dice, e di sicuro a posizione invertite avrebbe detto, è che il Bologna gioca con un giorno di riposo in meno del Napoli. Particolare che può fare la differenza.






