Oltre 150 interventi al giorno, 55 mila nei primi undici mesi di quest’anno, di cui 22.596 solo a Torino. Con una carenza organica di almeno il 10 per cento del personale. Sono dati che sintetizzano l'intenso e difficile lavoro svolto dai vigili del fuoco del Piemonte, presentati oggi dalla direzione regionale del Corpo. «Il 2025 è stato segnato da numerosi interventi complessi – spiega il direttore generale, l’ingegnere Alessandro Paola –: dalle esondazioni e le frane di aprile, che hanno richiesto il raddoppio dei turni operativi su scala regionale, fino agli eventi alluvionali di Bardonecchia e agli interventi per incendi boschivi nel Cuneese e nel Verbano».

Alluvioni, incendi, esplosioni e incidenti

C’è stata la tragedia dell’autobus, guidato da Nicola Di Carlo, caduto a marzo nel fiume Po da piazza Vittorio. E poi ad aprile le esondazioni e gli smottamenti diffusi in tutta la Regione, con la morte di Giuseppe Bracco, l’anziano falegname di Monteu da Po deceduto nella sua casa invasa dall'acqua. A giugno l’esplosione dell’appartamento di via Nizza, in cui ha perso la vita il giovane Jacopo Peretti. E lo stesso giorno l’esondazione del Frejus a Bardonecchia. A inizio dicembre l’incidente stradale sull’autostrada A5, all’altezza di Volpiano, in un cui ha perso la vita la piccola Lucia Tonino.