Crescono tra università, distretti e città in trasformazione: sono le startup innovative italiane: un ecosistema giovane e resiliente, proiettato nelle filiere globali, capace di anticipare i trend, sempre più digitale, social e sostenibile.
Alla fine del 2024, Unioncamere ne ha contate 12.133 nella sezione speciale del Registro delle Imprese. Stiamo parlando di micro, piccole o medie società di capitali che hanno come oggetto sociale prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico e con un impatto positivo su processi, tecniche, organizzazione del lavoro, per abbattere i costi, rispondere a un bisogno o aprire nuovi mercati. I poli di attrazione per queste imprese si trovano soprattutto in Lombardia (3.319), Campania (1.497) e Lazio (1.411).
Poco meno dell’80% opera nel settore dei servizi alle imprese: big data e internet app, biotecnologie, ecosostenibilità, ingegneria, mobile e smartphone, modellazione 3D, ricerca e sviluppo, software e IoT. Solo nel 12,9% dei casi si tratta di attività manifatturiere.
Il 99% ha almeno un canale online e, come rivela una survey Assintel Report , Linkedin è da tempo il social network preferito. L’adozione dell’Intelligenza artificiale, già nel 2024, sfiorava il 44% del campione della ricerca e ancora più imprese, il 58,1%, si era dotata di tecnologie proprietarie mentre il 38,4% ha sviluppato brevetti. Per il 68%, infine, il loro prodotto ha un impatto in termini ecologici e di sostenibilità, in particolare se rivolto al settore Energia/Utilities (75,6%), Healthcare/Pharma/Biotech (75,5%), Finance (72%) e ICT (71,4%).






