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Fdi: più crescita. Fi: fisco alleggerito. Lega: pensioni. Noi moderati: scuola
Dopo qualche giorno di elettricità, di penultimatum e pressioni incrociate, la maggioranza trova la quadra sulla legge di Bilancio. Un copione ormai noto che alla fine consente a Fratelli d'Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati di uscire dal negoziato sventolando bandierine diverse, dentro una cornice che Palazzo Chigi rivendica come equilibrata e coerente.
Per Fratelli d'Italia il punto centrale resta l'impianto complessivo della manovra. "Abbiamo badato più all'insieme che alle rivendicazioni identitarie", spiega Marco Osnato presidente della Commissione Finanze della Camera, rivendicando una legge di Bilancio "organica", orientata all'aumento del potere d'acquisto e alla produttività. Tra le misure sottolineate ci sono la tassazione agevolata degli straordinari, la detassazione degli aumenti contrattuali e dei premi di produttività, oltre al rifinanziamento di Transizione 4.0 e 5.0. Per FdI è anche una manovra in cui vengono affermati alcuni "principi", come dimostra la norma sull'oro nazionale, che chiarisce definitivamente la proprietà delle riserve e chiude una questione irrisolta da anni.






