Zerocalcare ma molto coraggio. Il fumettista amico di Ilaria Salis, alla quale ha dedicato un volume, esalta gli antagonisti: «Ciao, sono Zerocalcare», ha scritto in una lettera aperta. «Nei giorni scorsi, quando c’è stata la vicenda della fiera dell’editoria, più di un giornalista ha pensato di mettermi in difficoltà chiedendomi dei miei rapporti con Askatasuna, dicendo “eh, i libri dei nazisti non vanno bene, però va bene Askatasuna con tutto quello che combina?”». Un inciso: uno degli organizzatori della protesta “anti nazifascista” di “Più libri più liberi” è stato Mattia Tombolini, assistente parlamentare della Salis.

Torniamo a Zerocalcare: «Loro pensavano che questa roba (il sostegno ad Askatasuna, ndr) potesse essere motivo d’imbarazzo per me, ma in realtà non ci potrà mai essere nessun tipo di imbarazzo. Cioè la risposta è: sì, raga, non solo Askatasuna con tutto quello che combina va bene, ma proprio per tutto quello che ha combinato negli anni io non gli potrò mai dire abbastanza grazie. È stato uno spazio di cultura dove ho visto cose, gruppi che non avrei mai potuto vedere altrove, è stato un motore di immaginario e di conflitto importantissimo per tutta Italia, è stato un pezzo fondamentale per tanti e tante di noi per formarsi una coscienza critica. Io non riesco proprio a immaginarmi Torino senza Askatasuna (è un po’ come se sparisse la Mole, si capisce, ndr) e spero che, tra l’altro, non mi dovrò mai abituare a immaginarmela, perché spero che sia soltanto una questione di tempo. E in questo tempo, fino a che non ci sarà un nuovo tetto, spero che le strade siano piene di gente che lo reclamano. Ciao, a presto». Le strade si sono riempite di zucche vuote, molte ornate di kefiah, le quali hanno assaltato la polizia, spaccato macchine e insozzato ovunque.