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A Bolzano l’amministrazione vuole rendere la città più sicura aumentando la vita notturna. È l’opposto di quello che fanno di solito altre città italiane, dove sempre per ragioni di sicurezza si cerca di contenere la cosiddetta “movida” con limitazioni e divieti. Il problema di Bolzano, infatti, è che dopo una certa ora le strade si svuotano e gli spazi deserti diventano facilmente insicuri. È un approccio che mette in discussione la convinzione comune per cui la vita notturna sarebbe in contrasto con la sicurezza, e anzi a certe condizioni la considera un presidio. Lo adottano sempre più città, che stanno organizzando politiche di gestione della vita notturna mirate a questo scopo.

Il progetto di Bolzano si chiama “Economia della notte” e consiste in una collaborazione tra il comune e l’università per migliorare la qualità di servizi offerti nelle ore serali e notturne: aumentare i locali, gli eventi e i luoghi di ritrovo, allungare gli orari di servizio del trasporto pubblico, degli uffici pubblici e delle attività private. Lo ha promosso una giunta di centrodestra, ma affronta un tema condiviso anche dall’opposizione (in passato i Verdi avevano fatto approvare una mozione proprio sulla vita notturna di Bolzano). «Da noi i negozi chiudono alle 18:00», dice il sindaco Claudio Corrarati, «e dalle 20:00 la città si svuota. Molti cittadini hanno paura di uscire dopo quell’ora perché il buio e le zone non occupate creano senso di insicurezza».