«Non so, non ricordo». È un susseguirsi di silenzi e contraddizioni la ricostruzione che Laura Casagrande, la compagna di scuola, indagata dalla procura di Roma per false attestazioni al pm, fa di quell’ultimo giorno in cui ha visto Emanuela Orlandi. Sentita come persona informata sui fatti nel 2024 è tornata negli uffici giudiziari venerdì, ma questa volta in un’altra veste e accompagnata dal suo legale. Perché dagli ultimi atti di indagine dei carabinieri sono emerse evidenti contraddizioni. E non solo con quanto dichiarato nell’83, quando l’allora ragazzina aveva fornito versioni discordanti, ma anche rispetto a quanto dichiarato lo scorso anno agli stessi inquirenti.
Pure davanti alla commissione parlamentare, che indaga sul caso Orlandi, Casagrande ha fornito spiegazioni sui racconti contraddittori resi a polizia e carabinieri. Eppure è stata lei l’ultima persona a vedere la quindicenne poi sparita, i componenti della commissione, che hanno secretato una parte del verbale e intendono risentirla non più in forma di audizione, ma come testimone sotto giuramento, dicono che «ci sono elementi concreti che inducono a sostenerlo». Secondo l’ultima versione, resa ai parlamentari, lei quel giorno Emanuela non l’avrebbe proprio vista uscire dalla scuola di musica.










