«Allora ministro, che fa? Si dimette?». Ai cronisti che cercavano di provocarlo sulla manovra, Giancarlo Giorgetti ha risposto mostrando una certa calma: «Sono alla 29esima legge di bilancio, sono cose naturali...». E smentirlo, almeno dal punto di vista storico, è difficile. Il dibattito sulle pensioni nel nostro paese non va avanti da decine, ma da migliaia di anni. In Italia è stato creato uno dei primi sistemi previdenziali della storia e i problemi ci sono sempre stati. Il tutto per venire incontro alle esigenze di un particolare micro-mondo, quello dei legionari romani.

Oltre alla morte, il soldato in servizio attivo aveva tre modi per lasciare il mestiere delle armi: la causaria missio, ovvero una sorta di pensione di invalidità, l’ignominiosa missio - per chi si macchiava di crimini - e infine l’honesta missio, ovvero il congedo onorevole al termine del periodo di ferma. E già all’apice della potenza romana si inizia a giocare molto sull’età pensionabile, pur in assenza di Elsa Fornero. Augusto – costretto a ripianare i buchi con risorse proprie – prolunga il periodo di servizio da venti a venticinque anni. Ma a parte questo, all’inizio dell’epoca imperiale i benefici per chi portava il gladio erano esorbitanti.