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L'errore dell'interista: aver rinunciato agli specialisti dagli 11 metri. Ciro infallibile

L'Inter senza mezze misure perde anche quando pareggia. Sono già 7 le sconfitte per un gruppo che pure è primo in campionato e vede ancora possibile un posto nel G8 di Champions. Maledetti rigori. "Non riusciamo a sbloccarci, anche l'ultima volta con l'Atletico Madrid avevamo perso", ha raccontato sconsolato Mkhitaryan, quello del nefasto ingiocabili, parola che è sì entrata nella Treccani, ma ancora di più rimbalza negli sfottò fra tifosi.

Resta da capire perché Chivu ha volontariamente rinunciato ai suoi 3 rigoristi migliori: tolto Zielinski a pochi minuti dalla fine e non inserito Calhanoglu né Esposito. Alla fine solo 4 cambi e non 5. Non regge la spiegazione del "non si calcia da freddi", perché con un po' di visione bastava farli entrare un po' prima. Come Italiano ha fatto con Immobile, per esempio. "L'abbiamo preso per questo", ha sorriso il tecnico del Bologna a finale conquistata. E non è solo una battuta: il migliore rigorista in squadra non può stare in panchina quando in una partita secca c'è aria di rigori. Inesperienza? Sottovalutazione? O magari l'opposto: sopravvalutazione di chi poi ha calciato. In ogni caso, un errore di Chivu. E non si dica il contrario o si pensi agli astri non favorevolmente allineati al dischetto nerazzurro.