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Sessismo, razzismo, discriminazione e linguaggio offensivo: pochi si salvano

È facile dire: per Natale, regala un libro. Ma quale libro? Prendete Roald Dahl, un classico della letteratura per bambini: La fabbrica di cioccolato, Il Ggg, Le streghe, Matilde, Gli sporcelli... Ebbene, nemmeno lui è rimasto esente dalla censura del politicamente corretto. Dahl, un figlio dell'Impero, in vita aveva opinioni controverse su vari argomenti (fra cui le differenze di etnia e di religione, diciamo così) e negli ultimi anni la sensibilità woke, che talvolta si traduce in censura, ha preso di mira anche lui; poiché Dahl era uso ricorrere a parole esplicite come "grasso" (ricordate il ragazzino viziato della Fabbrica di cioccolato?) o "brutto" o "pazzo" o a cedere a forme di discriminazione, come ad affibbiare a certe donne l'appellativo di "streghe"... Insomma l'editore inglese Puffin, d'accordo con gli eredi dell'autore, ha deciso di intervenire sulle sue opere, per apportare delle modifiche; e così potremmo regalare un libro di Roald Dahl, ma solo "purgato".