Credeva di essere una dea vivente, ma Cleopatra era decisamente umana: lo racconta nei dettagli una nuova biografia
di Francesca Ferri
“La storia tende ad essere scritta dai vincitori e, alla fine, Cleopatra ha perso”, chiarisce subito Natasha Solomons. “Eppure tutti la conosciamo, o almeno così crediamo”. Lei ha studiato la sua vita nel dettaglio per il suo nuovo libro, Io sono Cleopatra (Neri Pozza, novembre 2025), in cui indaga miti, leggende e fantasie che tengono ancora in vita l’ultima regina d’Egitto.
Perché scrivere ancora un libro su Cleopatra?
“La maggior parte di noi conosce la versione di Cleopatra creata da Shakespeare: la seduttrice attempata, coinvolta in intrighi amorosi. È sicuramente uno dei personaggi femminili più grandi e complessi mai creati da Shakespeare. Ma perché ha intitolato la sua opera Antonio e Cleopatra e non Cleopatra e Antonio? Dopotutto, era lei la faraona, la regina d’Egitto, nonché la sovrana più ricca del mondo. E perché Shakespeare l’ha completamente esclusa dalla sua altra opera, Giulio Cesare? All’epoca lei viveva a Roma, era l’amante di Cesare e la madre di suo figlio Cesarione. Eppure Shakespeare la cancella dalla storia. Ho deciso che era giunto il momento di reintrodurla e immaginare finalmente la storia di Cleopatra dal suo punto di vista”.






