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Ultimo aggiornamento: 17:29

Stati Uniti e Venezuela non si combattono solo in mare, con i raid americani contro le presunte navi dei narcos di fronte alle coste del Paese sudamericano. È in corso anche una sfida a colpi di disturbi di frequenze nei Caraibi che assomiglia a un potenziale Triangolo delle Bermuda del terzo millennio. Come riporta il New York Times citando un’analisi di dati della Stanford University e alcune fonti militari Usa, le forze militari dei due Paesi rivali stanno svolgendo attività con l’obiettivo di disturbare i segnali di navigazione satellitare nei Caraibi per proteggersi da potenziali attacchi, aumentando però i rischi di incidenti e collisioni per il traffico aereo e marittimo nella regione.

Le fonti statunitensi sentite dal quotidiano newyorkese hanno spiegato che alcune delle navi da guerra che gli Usa hanno dispiegato nelle acque cristalline a sud della Florida, ufficialmente per contrastare quello che l’amministrazione Trump definisce il “narcoterrorismo” del governo di Nicolas Maduro, stanno disturbando il segnale Gps nelle loro vicinanze. I militari venezuelani, però, non sono rimasti a guardare e hanno dato il via a operazioni di jamming intorno a infrastrutture critiche del Paese, comprese basi militari, raffinerie petrolifere e centrali elettriche, secondo un’analisi di Spire Global, società che raccoglie dati satellitari. Per gli esperti l’obiettivo di entrambi i Paesi è proteggersi da attacchi di droni e munizioni di precisione che possono essere guidati dal Gps o altri sistemi simili, ma questa guerra elettronica, confermano gli esperti, fa aumentare drasticamente il rischio di incidenti che potrebbero coinvolgere anche mezzi civili o commerciali.