Montagne di scartoffie, truccatrici, cavi e piani ferie. La fotografa ROSIE MARKS ha trascorso mesi sui set dei film porno. Per scoprire che “il sesso si fa giusto un’oretta, nel pomeriggio”. Spoiler: non è un lavoro particolarmente eccitante
di Giada Biaggi
“Il corpo non è un dato biologico, ma un campo di battaglia politico”, scriveva Paul B. Preciado. Aggiungeremmo: a volte quel campo è tappezzato di tappetini Ikea, luci a Led e asciugamani piegati male. È in questa zona liminale – tra desiderio e montaggio, pelle e make-up – che lavora Rosie Marks, fotografa londinese classe 1993, che ha trascorso mesi e mesi sui set dei film porno. Con la naturalezza di chi va in ufficio e trova sul tavolo, invece dei biscotti, un fallo di gomma XXL.
Il suo progetto Raw Talent nasce quasi per caso, come spesso accade con le cose più serie. “Stavo lavorando a un documentario su una donna che era anche una sex-worker”, racconta Marks. “Frequentando persone che lavoravano nel porno, mi sono ritrovata così dentro al mondo Brazzers. Mi hanno accolta come una di loro, e non ho dovuto fare molto per ottenere fiducia”.
Brazzers, per chi non bazzica la rete o l’argomento, è una delle più grandi piattaforme di pornografia online del mondo. Una multinazionale del desiderio che produce contenuti in serie, con budget da spot pubblicitari e trame degne di un reality show ambientato in un idromassaggio. È in quel set industriale e iperconsapevole che Marks si è mossa come una reporter embedded, documentando non il sesso, ma il sistema che lo produce. Da quell’immersione ne è uscito un lavoro che disinnesca l’idea stessa di erotismo: Marks non fotografa corpi, fotografa procedure. Nelle sue immagini, la pornografia si rivela come una burocrazia delle voglie: scartoffie, turni orari, pause pranzo e un’ora di sesso programmata alle 15.00. “La verità è che il porno non è un ambito particolarmente eccitante”, dice. “C’è molta attenzione per coreografia, angolazioni, dove guardare, come puntare i piedi… e pochissima intimità. A volte mi distraevo e dimenticavo di essere su un set di quel genere: sembrava uno shooting editoriale. Tutti lavorano e solo al pomeriggio c’è quell’oretta di vero e proprio sesso”.






