Manovra 2026, ecco il maxi emendamento. È arrivato alla commissione Bilancio del Senato il nuovo emendamento del governo alla manovra con le misure per le imprese che avrebbero dovuto confluire in un decreto a parte. Nel provvedimento ci sono le risorse per i crediti d'imposta Transizione 5.0 e Zes, le misure sul Tfr, tra cui l'adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti, il contributo da 1,3 miliardi a carico delle assicurazioni, le risorse per il Piano casa e il rifinanziamento degli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, dopo le ultime decisioni della Corte dei Conti.
Le 24 ore più pazze della manovra 2026 iniziano ieri alle 8 di mattina, quando arriva al Senato la nuova versione del maxi-emendamento del governo in cui si erano concretizzati gli stralci annunciati nel mezzo della notte. Al vicepremier Matteo Salvini non era bastata l’eliminazione con un subemendamento della norma che depotenziava il riscatto della laurea dal 2031.
Fuori dal correttivo, era l’accordo, ogni riferimento alle pensioni (a partire dallo slittamento delle finestre di uscita) e fuori anche una parte del pacchetto da 3,5 miliardi per le imprese. La Lega d’altronde, come detto senza giri di parole da Salvini a Meloni, non avrebbe votato norme che avrebbero influito sui tempi di uscita anticipata dal mondo del lavoro. Il passaggio dallo “stop alla legge Fornero” a una stretta del genere è ritenuto dal Carroccio troppo forte. Il partito, però, aveva negato fratture con il “suo” ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti («il capogruppo Massimiliano Romeo» - aveva ribadito il titolare di Via Venti Settembre, «è d’accordo con noi»). A quel punto, trovata la tregua, scattano le votazioni. Vengono approvate così una serie di novità che vanno da quella di 'bandiera' sull'oro di Bankitalia all'allentamento della stretta sugli affitti brevi, ma anche l'iperammortamento alle imprese.












