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Ultimo aggiornamento: 9:23

I controlli alle caldaie devono essere effettuati o l’obbligo è stato sospeso? Il dubbio è scaturito a seguito della diffusione delle bozze di un decreto del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che andrà a regolamentare la frequenza dei controlli che dovranno essere effettuati su alcuni impianti. Il Mase è intervenuto a chiarire che il testo che è circolato nei giorni scorsi è ancora una bozza e non la versione definitiva. Il provvedimento – al momento ancora in fase di elaborazione e che, grazie al quale, verrà recepita la direttiva europea – ha uno scopo ben preciso: garantire alle caldaie degli standard elevati di sicurezza. Ma non solo: l’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza energetica e ottimizzare il rapporto tra i costi che devono essere sostenuti e i benefici per la collettività. Il tutto passerà attraverso la semplificazione delle attività ispettive.

Il chiarimento più importante del ministero, indubbiamente, riguarda la distinzione che intercorre tra il controllo di efficienza energetica e le ispezioni (o gli accertamenti). Il primo è un controllo periodico della caldaia, che deve essere effettuato da un tecnico abilitato, il secondo (ossia le ispezioni o gli accertamenti) sono dei controlli che verranno effettuati a campione dalle autorità competenti. Da un punto di vista strettamente operativo, la bozza del decreto prevede l’aumento dei controlli che devono essere effettuati su alcune tipologie di impianti. I tecnici abilitati dovranno passare qualche volta in più ad analizzare quelli a gas con una potenza compresa tra i 70 e i 100 kilowatt: l’intervallo è destinato a scendere da quattro a due anni.