Gli americani sono veri maniaci delle sigle. Qualsiasi fenomeno si trasforma subito in un acronimo più amichevole. Così ora dobbiamo familiarizzare anche con la Dofm, la “Do it for me” economy, come l’ha battezzata un report di Citi incentrato sulla nuova frontiera dell’AI che promette di trasformare il modo di vivere, consumare, produrre, lavorare.
Da poco più di due anni fa abbiamo scoperto l’intelligenza artificiale generativa, imparando a interagire con strumenti come ChatGPT, Gemini, Perplexity e simili. Oggi siamo già a una nuova generazione più evoluta dell’intelligenza artificiale, quella degli agenti, destinata a superare in efficienza e velocità la Gen AI. Gli agenti AI sono sistemi intelligenti in grado di comprendere input complessi, fare ragionamenti approfonditi, prendere decisioni e perseguire obiettivi per conto dell’utente: di fatto si tratta di strumenti in grado di replicare il modo di agire dell’umano, specializzati in determinati settori e per specifici compiti. Se l’AI generativa è la tecnologia a più elevata velocità di adozione nella storia, quella agentica rappresenta l’evoluzione più intelligente, che agisce autonomamente per compiti specifici e modificherà le nostre vite quotidiane prima ancora di quelle professionali.






