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Utilizzare gli asset russi avrebbe esacerbato gli animi. L'Europa ha scelto la carta dell'integrazione

Il Consiglio europeo di giovedì notte ha deciso infine di puntellare la resistenza ucraina con risorse prese in prestito piuttosto che ricorrendo agli asset russi congelati. Fra le due opzioni possibili ha scelto la meno antirussa e più filoamericana, ma anche la più europeista. A dimostrazione di come il mondo sia ben più complicato delle rappresentazioni che ne vengono date.

È ottimo che l'Unione europea abbia confermato a larghissima maggioranza il sostegno all'Ucraina. Eppur si muove, viene da dire: con fatica, il Vecchio Continente mostra di poter essere all'altezza delle sfide storiche. Come già era accaduto con il Covid, tuttavia, la complessa macchina europea produce decisioni risolutive solo a catastrofe imminente. Frena sempre all'ultimo istante, sull'orlo dell'abisso. E proprio questo contribuisce a spiegare come il nostro dibattito pubblico abbia usato il pericolo russo dal 2022 e quello americano nell'ultimo anno.