L’immobile, nella lista degli sgomberi della Prefettura, è il simbolo di uno schema che si ripete e che rischia di costare milioni di euro alla collettività. Occupato da Action contro l’emergenza abitativa, negli anni si è trasformato anche in passerella politica e opposizione allo Stato reo, a detta di chi appoggia l’occupazione, di non comprendere il valore di ciò che nel tempo è diventato. E così, tra stanze trasformate in appartamenti, teatro e auditorium per concerti, spettacoli e festival, proiezioni e incontri, l’immobile è un centro economico nato sull’illegalità di una sottrazione abusiva. Dentro lo Spin Time, infatti, c’è anche una scuola popolare con sostegno allo studio e alfabetizzazione, laboratori di serigrafia, coworking e biblioteca. C’è un’osteria e una mensa popolare, palestra e campo sportivo, parrucchiere e studio di registrazione. Operano circa 24 associazioni e collettivi con sportelli, raccolte, assistenza legale e cliniche sociali. La redazione giovanile "Scomodo" stampa qui circa 200 milacopie.
Ma chi vive dentro lo Spin Time? Le stime oscillano perché l’insediamento è "vivo". Tra il 2017 e il 2019 vengono descritte circa 180 famiglie di 18 nazionalità per 400/420 persone, con 90/100 minori. Persone a cui viene dato un tetto per dormire ma che poi vengono puntualmente spedite in prima linea in strada quando si tratta di manifestare nei cortei organizzati da centri sociali e antagonisti.









