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Dall’inizio di dicembre le principali squadre di calcio in Francia stanno diffondendo appelli e comunicati di solidarietà per un uomo di 36 anni appena condannato in Algeria a sette anni di carcere per terrorismo. Soltanto negli ultimi giorni hanno chiesto la sua liberazione il Paris Saint-Germain, cioè la squadra più ricca e influente del paese, e diverse altre squadre della Ligue 1, cioè la Serie A francese, come Nizza, Lens (attuale prima in classifica), Auxerre, Le Havre, Nantes. Lo hanno fatto anche la Federazione calcistica francese e l’associazione che gestisce i campionati di calcio professionistici.
È molto raro che il calcio professionistico di un certo paese si mobiliti in questo modo. Così come è eccezionale il caso in questione, che intreccia i rapporti delicatissimi fra Francia e Algeria, quindi fra ex colonizzatori ed ex colonizzati, le rivendicazioni di una minoranza etnica repressa, e il legame fra questa minoranza e una squadra di calcio algerina.
L’uomo al centro del caso si chiama Christophe Gleizes, fa il giornalista sportivo e il 3 dicembre è stato condannato in appello a sette anni di prigione con le accuse di «favoreggiamento del terrorismo» e di essere in possesso di «materiale di propaganda dannoso per l’interesse nazionale».






