Si mostra sorridente ai giornalisti che affollano i corridoio: "Ho ascoltato i miei avvocati e sono tranquilla e fiduciosa, speriamo bene. Siamo fiduciosi, dai". I legali Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana hanno da pochi minuti chiesto al presidente Ilio Mannucci Pacini di assolvere la 38enne argomentando contro la richiesta di 1 anno e 8 mesi presentata il 25 novembre dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco e il sostituto Cristian Barilli. Durante le arringhe avrebbero contestato una sorta di violazione del 'ne bis in idem', uno dei principi cardine del diritto che vieta di perseguire per un fatto chi è già stato giudicato per lo stesso. Ferragni ha già pagato per la pubblicità ingannevole legata alla filantropia per sostenere l'acquisto di un nuovo macchinario con cui esplorare cure terapeutiche nei bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing per l'Ospedale Regina Margherita di Torino da finanziare con i pandori Balocco e per il sostegno all'associazione 'Bambini delle Fate' con le uova di Pasqua 'Dolci Preziosi' prodotte da Cerealitalia-ID: circa 3,4 milioni di euro fra risarcimenti e donazioni che renderebbero una condanna nei suoi confronti - argomentano - un accanimento contrario ai principi del diritto. In quasi 4 ore Iannaccone e Bana citano alcune vicende 'simili', legate alla pubblicità ingannevole su temi 'ambientali' o di 'sostenibilità' in cui società e aziende, una volta multate, non affrontano nemmeno i procedimenti penali.